Crollo all’istituto “Prezzolini” di Vietri sul Mare, la denuncia del gruppo consiliare “Vietri che Vogliamo”: “Fuochi e luminarie sì, sicurezza delle scuole no”
Sulla chiusura della scuola primaria “Prezzolini” di Vietri sul Mare, il gruppo consiliare di minoranza “Vietri che Vogliamo” interviene per denunciare una gestione che definisce confusa e tardiva, pur riconoscendo che la decisione di chiudere l’edificio era necessaria per tutelare la sicurezza degli alunni e del personale.
Secondo quanto riferito dall’opposizione, il 2 febbraio si sarebbe verificato un crollo all’interno dell’edificio. La scuola sarebbe stata chiusa, poi riaperta il giorno successivo con una dichiarazione di agibilità. Solo dopo le proteste dei genitori e le dichiarazioni del responsabile tecnico comunale, che avrebbe ammesso la presenza di diversi rischi di crollo, il Comune avrebbe disposto la chiusura definitiva del plesso.
In seguito alla vicenda, il sindaco ha revocato diversi incarichi al dirigente comunale coinvolto.
«Qui non si tratta di fare polemica politica, ma di parlare della sicurezza dei nostri figli», dichiara il capogruppo Alessio Serretiello. «Non è normale che dopo un crollo si riapra una scuola, per poi richiuderla solo dopo le proteste delle famiglie. Questo crea paura e sfiducia. È inaccettabile che si possano spendere migliaia e migliaia di euro per iniziative frivole, utili solo a lanciare fumo negli occhi alla cittadinanza, come le luminarie di San Valentino o i 23mila euro per lo spettacolo pirotecnico di Capodanno, mentre non si trovano risorse per mettere in sicurezza gli edifici scolastici o per altre opere essenziali per la comunità. Il Comune oggi parla di interventi tempestivi, ma la sequenza dei fatti racconta altro. Se c’erano problemi strutturali, perché non si è intervenuti prima con controlli e lavori programmati? La prevenzione non può partire solo quando scoppia l’emergenza».
Il gruppo “Vietri che Vogliamo” chiede la pubblicazione dei documenti tecnici, un calendario chiaro dei lavori e un controllo completo di tutti gli edifici scolastici comunali. «Tutta la vicenda della scuola “Prezzolini” e della relativa chiusura (tardiva) è l’ennesima dimostrazione di un’amministrazione comunale irresponsabile ed insieme incapace che preferisce usare il denaro pubblico per “fuochi e tric e trac” invece che destinarlo alla cura, manutenzione e messa in sicurezza delle scuole», spiega il consigliere comunale Maurizio Celenta.
Sul cambio degli incarichi comunali, Serretiello conclude: «Spostare le responsabilità non basta. Servono chiarezza, trasparenza e un piano serio per controllare tutte le scuole del territorio. La sicurezza non può diventare uno slogan. Bene la decisione -anche se tardiva – di chiudere la scuola e spostare gli alunni in altre sedi, perché la sicurezza viene prima di tutto. Ma resta una questione politica: i cittadini hanno diritto a sapere cosa è successo, chi ha sbagliato e come si eviterà che accada di nuovo».





